Memoria LGBT

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In queste pagine si è tentato di raccogliere le iniziative a ricordo della memoria storica dell'olocausto lesbico e gay organizzate dai Circoli Arcigay e Arcilesbica in Italia e all'estero: I documenti qui riportati sono principalmente dedicati alle organizzazioni LGBT quale fonte di eventuali ed ulteriori iniziative con la speranza che possano essere comunque utili a chiunque abbia interesse a questi temi. Pertanto avremo piacere di ricevere suggerimenti su testi, materiali divulgativi e ricerche in atto che possano stimolare alla divulgazione delle discriminazioni subite dalla persone omosessuali nel passato anche recente.

Nella sezione "Memorie in corso..." diamo spazio ad approcci storici forse più semplici delle iniziative dedicate alla memoria ma che per la loro genuinità rappresentano un sintomo importante di quanto la memoria, la nostra memoria, esista ormai al di là delle azioni organizzate da un'elite di interessati e/o dalle associazioni strutturate.

Memoria, Omofobia, Oggi: una breve riflessione sul senso della memoria per le persone LGBT

Sign for Per la decriminalizzazione universale dell'omosessualità

Memoria 2009: le iniziative            "nuove" memorie: Toulouse, Berlin e Tel Aviv

UN TESTIMONE DAL CAMPO ...

«triangoli rosa come bersagli» Riportiamo la testimonianza di un omosessuale internato in un campo di concentramento nazista. (tratto da: M. Burleigh, W. Wippermann, «Lo stato razziale. Germania 1933-1945», Rizzoli, 1992). «I portatori del triangolo rosa dovevano raccogliere con la carriola terra e argilla per erigere un tumulo artificiale che formasse una barriera contro i proiettili del poligono di tiro. Dopo pochi giorni, però, arrivò un gruppo di Ss per esercitarsi al poligono, mentre stavamo ancora ammucchiando la terra delle nostre carriole. Ovviamente, mentre si sparava, non intendevamo continuare a trasportar terra al mucchio, col pericolo di prenderci una pallottola. Ma con minacce e botte, kapo e Ss ci costrinsero a continuare il lavoro. Le pallottole fischiavano tra le nostre fila e molti dei miei compagni di sofferenza caddero, alcuni feriti, altri colpiti mortalmente. Presto scoprimmo che più che a sparare contro i bersagli, le Ss si divertivano a usare noi, piccolo distaccamento di prigionieri schiavi, come bersaglio e a rincorrere i singoli che arrancavano di qua e di là spingendo le carriole».

La breve presentazione storica riportata in questo sito è tratta dal sito del Circolo Arcigay "L'atomo" di Piacenza.

Vi suggeriamo inoltre un sito web, per certi versi parallelo a questo, dedicato all'omofobia dell'oggi: www.omofobia.it 

A partire dalla posa della lapide a ricordo delle persone LGBT discriminate durante il nazismo ed il fascismo nella Risiera di San Sabba, a Trieste, abbiamo iniziato a raccogliere informazioni sui analoghe iniziative in tutti i paesi del mondo. Non sono pochi monumenti stabili che testimoniano i drammi di quel periodo: prego chiunque abbia informazioni di tal genere non inserite in questo portale di comunicarcelo.

 

Marco Reglia
(Responsabile arcigay per la memoria storica delle discriminazioni contro le persone omosessuali)

 

Per memoria...........

PRIMA VENNERO PER GLI ZINGARI...

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento
perchè rubacchiavano

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto
perchè mi stavano antipatici

Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato
perché mi erano fastidiosi

Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente
perchè non ero comunista

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
 
 (B. Brecht)

 

La poesia "prima vennero ... " è attribuita a Martin Niemöller:

Als die Nazis die Kommunisten holten,
habe ich geschwiegen;
ich war ja kein Kommunist.

Als sie die Sozialdemokraten einsperrten,
habe ich geschwiegen;
ich war ja kein Sozialdemokrat.

Als sie die Gewerkschafter holten,
habe ich nicht protestiert;
ich war ja kein Gewerkschafter.

Als sie die Juden holten,
habe ich nicht protestiert;
ich war ja kein Jude.
Als sie mich holten,
gab es keinen mehr, der protestierte.

Prima vennero per i comunisti,
e io non dissi nulla
perché non ero comunista.

Poi vennero per i socialdemocratici
io non dissi nulla
perché non ero socialdemocratico

Poi vennero per i sindacalisti,
e io non dissi nulla
perché non ero sindacalista.

Poi vennero per gli ebrei,
e io non dissi nulla
perché non ero ebreo.

Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa.

 


Sito a cura di Marco Reglia, responsabile Arcigay per la memoria storica - mail: memoria@arcigay.it - Aggiornato a domenica 07 febbraio 2010 11.04