Basilicata

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Iniziative sulla memoria storica delle persecuzioni contro le persone omosessuali

Rionero in Vulture (Potenza)

 


 

Memoria 2007

COMUNE DI RIONERO IN VULTURE E ASSOCIAZIONE CULTURALE SKENE’ 
con il patrocinio della PROVINCIA DI POTENZA

GIORNATA DELLA MEMORIA - 27 GENNAIO 2007

     

 PORRAJMOS”

la shoah zingara

A forza di essere vento”

(da omonimo DVD Aeditrice)

reading: Dijana Pavlovic Nanny

Schifino (versi e storie gitane)

violino: maestro Michele Rigillo

chitarra: maestro Donato Rigillo

"Il cuore rallenta la testa cammina in quel pozzo di piscio e cemento a quel campo strappato dal vento a forza di essere vento”

da Khorakhané
Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati

teatro la piccola

Rionero in Vulture, p.le Stazione

ore 19.00

ingresso libero

 Il programma sarà realizzato (n. 2 repliche) anche nella mattinata del 27 gennaio per gli studenti delle scuole medie e superiori di Rionero.

Quella che il popolo ebraico ci ha insegnato a chiamare Shoah, in lingua romanés si chiama “Porrajmos”.
Una parola che pochi conoscono ma che in italiano si traduce con annientamento, distruzione, divoramento.
I popoli rom e sinti hanno patito sofferenze atroci durante il nazismo e il fascismo: fino ad oggi, solo alcune centinaia di migliaia sono le vittime accertate, ma la maggior parte degli storici concorda sull’impossibilità di fornire cifre definitive, anche perché i Sinti e i Rom divorati dall’universo concentrazionario nazista, devono venir aggiunti quelli uccisi o comunque perseguitati, ad esempio con la pratica della sterilizzazione coatta o con la prigionia nei campi di detenzione, nei territori occupati di tutta l’Europa.
Anche il regime fascista fu direttamente responsabile della persecuzione razziale contro i Rom/Sinti e collaborò attivamente al Porrajmos, sia nei confronti degli italiani e stranieri insediati sul territorio nazionale, sia ai danni dei gruppi rom dei paesi occupati dal nostro esercito.
 
Ci hanno fatto entrare dal portone e ci hanno fatto uscire dal camino, dice una canzone Rom.
A 60 anni da Auschwitz, forse il portone non è stato ancora chiuso
.”


L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra il Comune di Rionero e l’associazione Skené e patrocinata dalla Provincia di Potenza, ha voluto cogliere l’occasione di una giornata istituzionale per porre l’accento   sul tema della discriminazione razziale nei confronti di minoranze etniche, discriminazione che ancora oggi costituisce un pregiudizio destinato spesso ad esplodere in atti di intolleranza e di violenza. Rivolta agli studenti, al mondo della cultura, all’opinione pubblica, essa si pone l’obiettivo di far luce sul Porrajmos del popolo rom e sinto, ovvero su un altro olocausto dimenticato.

Memoria 2006

Rampa Umberto I, 11 Rionero in Vulture Cell. 3485466146

COMUNICATO STAMPA

L'Associazione culturale Skené, da un anno operante a Rionero in Vulture, (PZ) si occupa di arte, teatro e musica ed ha, tra gli altri, l'obiettivo di contribuire alla crescita e al rinnovamento culturale della propria comunità. In tale ottica, l'associazione nello stilare il programma delle attività per l'anno 2006, ha ritenuto, fra l'altro, di organizzare un "evento" culturale per la giornata della memoria del 2006. Il progetto si propone essenzialmente di ampliare il significato del termine "memoria" riconduncendolo, oltre che alla discriminazione razziale, a quella sessuale che dalla deportazione nazista degli omosessuali si estende, lungo una serie di silenziosi episodi di urlante violenza, fino alla tragica morte di Pasolini (di cui è ricorso, nel 2005, il trentesimo anniversario della morte) o alla brutale aggressione di cui è stato vittima, nello scorso anno, il giovane giornalista salernitano Pasquale Quaranta (nostro ospite insieme a Maurizio Bolognetti, consigliere dell'ass. Luca Coscioni; Paola Dell'Orto, presidente dell'AgeDO; Don Marcello Cozzi, presidente del CE.ST.RIM; Grazia Carlone, dott. In psicologia e sessuologa; Lorenza Colicigno, scrittrice; il Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo cui sono affidate le conclusioni del dibattito). Considerato che il razzismo xenofobico, sia in chiave giuridica che culturale, risulta ormai superato, e che invece l'omofobia costituisce tuttora un elemento portante della nostra civiltà, elemento che spesso esplode in atti di vera e propria intolleranza e di violenza, Skenè ha ritenuto che il 27 gennaio fosse il caso di rompere quel vergognoso silenzio che per lungo tempo ha taciuto della deportazione degli omosessuali e delle atrocità da essi subite nei campi di concentramento nazisti e di dibattere delle condizioni di sotterraneità, di derisione e di scherno in cui i gay hanno vissuto e ancora vivono soprattutto in alcune realtà sociali dominate dal pregiudizio e dall'ignoranza. Al di là delle personali convinzioni, l'intento dell'associazione è quello di offrire ad una realtà, certamente più lenta nei suoi processi di trasformazione sociale e di crescita culturale, una occasione di informazione e confronto per affrontare il tema e dibatterlo al fine di indurre tutti ad una sana riflessione, fuori dai luoghi comuni o dai filtri mediatici. L'evento si articola nel modo seguente:27 gennaio 2006 ore 18.00 presso il teatro "la piccola" di Rionero in Vulture: proiezione di stralci del film documentario Paragrafo 175 - di R. Epstein e J. Friedman, produzione Telling Pictures, USA 2000, Orso d'oro per il miglior documentario, Berlino 2000; miglior documentario, Sundance 2000 - e conseguente dibattito a più voci 27-29 gennaio 2006 ore 21.00 presso il teatro "la piccola" di Rionero in Vulture: spettacolo teatrale Oberon, per la regia di Nanny Schifino, con Lea Di Mauro, Lidia Trama, Nanny Schifino e la partecipazione di Giovanni Scura con le coreografie di Ricky Bonavita. Oberon è un testo di Ugo Chiti, uno dei drammaturghi più interessanti e poetici della scena attuale. Perno della vicenda è l'ossessivo, dolcissimo e possessivo rapporto tra una madre e un figlio omosessuale. La madre al principio non accetta un figlio "diverso", ma lo difende ugualmente e cerca di proteggerlo. Nel figlio cresce sempre più forte la volontà di essere accettato e infine i due instaureranno una sorta di tacita alleanza, fino al drammatico epilogo, quando il figlio resta vittima di una brutale aggressione da parte di un gruppo di teppisti . Un brutale assassinio che ricorda la spiaggia di Ostia e la visione di un Pasolini riverso su quel campetto di sabbia e di porte senza reti. Pertanto, le tematiche della discriminazione sessuale, e in senso più lato della diversità, che entrambi i testi prescelti affrontano, l'uno in chiave storica, l'altro in chiave poetica, convergono ampiamente con le finalità e gli obiettivi dell'associazione che intende contribuire al rinnovamento della cultura locale attraverso momenti ed eventi di impegno sociale oltre che artistico.