Iniziative sulla memoria
storica delle persecuzioni contro le persone omosessuali
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Trieste -Gorizia
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Trieste 2012: iniziative a ricordo delle
persecuzioni subite dalle persone omosessuali
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Nell'ambito delle iniziative promosse dal Comune di
Trieste per il
GIORNO DELLA MEMORIA
il Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste
ha organizzato due iniziative a cui vi invita a
partecipare
presso il CIVICO
MUSEO SARTORIO
Sala Giorgio Costantinides
Largo Giovanni XXIII,1 - Trieste
MERCOLEDÌ 25 GENNAIO ORE 18.15
proiezione del film
BENT
di Sean Mathias
Gran
Bretagna, 1997
http://www.circoloarcobaleno.it/wordpress/?p=1617

GIOVEDÌ 26 GENNAIO ORE 15.00
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
R/ESISTENZE LESBICHE NELL'EUROPA NAZIFASCISTA
a cura di Paola Guazzo, Ines Rieder, Vincenza Scuderi
NE DISCUTERANNO
Paola GUAZZO - CURATRICE DEL VOLUME
Marco REGLIA - UNIVERSITA’ DEL LITORALE
CAPODISTRIA/UNIVERZA NA PRIMORSKEM KOPER
Laura SCARMONCIN - UNIVERSITA’ DI TRIESTE
http://www.circoloarcobaleno.it/wordpress/?p=1625

VENERDÌ 27 GENNAIO ORE 11.00
Il Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica
sarà presente alla cerimonia solenne
alla Risiera di San Sabba

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Trieste e Gorizia 2011: iniziative a ricordo delle
persecuzioni subite dalle persone omosessuali
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Turriaco (Gorizia) Mostra sull'omocausto
COMUNE DI TURRIACO Provincia di Gorizia
26 gennaio 2011 – ore 18.00
Sala Consiliare di Piazza Libertà – Turriaco
Atto primo
La Shoah: lo sterminio degli ebrei
Letture tratte dal libro autobiografico Fratture di IRIT AMIEL,
scrittrice
israeliana che ha perso la famiglia nei lager [A cura del Circolo
Culturale e Ricreativo don Eugenio Brandl]
Atto secondo
L’Omocausto: lo sterminio degli omosessuali
Presentazione della mostra nell’atrio del Municipio
Intervengono:
DAVIDE ZOTTI Presidente del Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di
Trieste
MARCO REGLIA, referente nazionale per la Memoria Storica Arcigay e
Dottorando di ricerca presso l’Università del Litorale di
Capodistria
[Con la collaborazione del Consorzio Culturale del Monfalconese]
Atto terzo
Il Porrajmos: lo sterminio degli zingari
proiezione di parte del filmato A forza di essere vento curato da
PAOLO FINZI
Atto quarto
Genetiche diverse per un unico sterminio: le responsabilità del
nazi-fascismo

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In
occasione della cerimonia ufficiale prevista alle ore 11 alla Risiera di
S. Sabba in occasione della Giornata della Memoria, una delegazione del
Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste sarà presente per
deporre una corona di fiori a ricordo delle vittime omosessuali
perseguitate e sterminate dal regime fascista e nazista.
La corona, a forma di triangolo rosa, vuole ricordare il simbolo con cui
venivano “marchiate” le persone omosessuali internate nei campi di
concentramento, la destinazione finale di un tragico percorso segnato
dallo stigma e dalla discriminazione, teorizzato e voluto da regimi
razzisti e violenti che progettavano l’eliminazione delle minoranze in
nome della purificazione del “corpo sano della nazione”, cancellando
la vita di milioni di esseri umani.
La Giornata della Memoria deve continuare a ricordarci ciò che è stato
e quanto ancora oggi accade: in più di 70 paesi l’omosessualità è
considerata un reato punibile con il carcere, in alcuni con pene
corporali o con la morte. In Italia, un clima omofobo diffuso a vari
livelli ed un mancato riconoscimento dei diritti delle coppie
omosessuali favoriscono quel sistema di credenze e stereotipi che
mantiene giustificabile e plausibile la discriminazione sulla base
dell’orientamento sessuale, un sistema che svaluta gli stili di vita
omosessuali in confronto a quelli eterosessuali, un sistema che
giustifica la violenza e l’odio.
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Trieste 2010: iniziative a memoria delle
persecuzioni subite dalle persone omosessuali
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 "La
breve vita dell'ebrea Felice Schragenheim"
di Erica Fischer
traduzione di Daniela Zuffellato -
Casa editrice Beit
Presentazione del libro
con la partecipazione dall'autrice Erica Fischer
martedì 26 gennaio > ore 18.00 > Via Filzi 13, Trieste
Aula magna della Scuola Superiore
di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori dell'Università di
Trieste
La breve vita dell'ebrea Felice
Schragenheim
Giovane giornalista proveniente da
una agiata famiglia ebrea, rimasta orfana di entrambi i genitori e
costretta a una vita di clandestinità ed espedienti, Felice incontra
Lily Wust moglie esemplare e madre di quattro figli. La storia di queste
due donne segnata da una travolgente passione coronata da un matrimonio
simbolico e più forte di ogni ideologia, è raccontata nelle immagini e
nelle poesie di Felice come testimonianza indimenticabile della sua vita
e della sua vicenda.
L'autrice: Erica Fischer
Scrittrice e giornalista nata in
Inghilterra dove la sua famiglia viennese era riparata per sottrarsi
alle persecuzioni antisemite, ritorna nel dopoguerra a Vienna per
studiare da interprete e partecipa al movimento femminista negli anni
'70 come attivista e teorica. Decide di raccontare la storia di Felice
dopo aver incontrato Lilly e aver raccolto il materiale che narra la
loro storia d'amore. Tradotto il 14 lingue, bestseller in Germania, il
libro di Erica Fischer è stato spunto di innumerevoli pubblicazioni,
documentari e anche di un film “Aimée & Jaguar” di Max Färberböck
presentato con successo alla Berlinale del 1999.
Introducono l'evento:
Nadine Celotti (Preside della Scuola
Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori)
e Piero Budinich (editore)
Interverranno:
Erica Fischer (autrice del libro)
Tullia Catalan (Università di
Trieste)
Mauro Tabor (Assessore alla Cultura
della Comunità ebraica di Trieste)
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 il
Circolo Arcobaleno Arcigay/Arcilesbica di Trieste parteciperà alla
cerimonia solenne del 27 gennaio, Giorno della Memoria, organizzata dal
comune di Trieste nella Risiera di San Sabba.
Saremo visibili con le nostre bandiere e durante la cerimonia
deporremo una corona di fiori a forma di triangolo rosa alla base
dell'ex-forno crematorio, in memoria delle migliaia di persone
omosessuali internate e uccise durante l'Olocausto.
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Trieste e Monfalcone 2009: iniziative a ricordo delle
persecuzioni subite dalle persone omosessuali
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Serata sui valori della Resistenza Arte e cultura sabato al bar Buzz
con il Comitato per il 25 aprile
Monfalcone.
Anche quest’anno, in occasione dell’anniversario della Liberazione, il
Comitato per il 25 aprile organizza per sabato, dalle 18.30, nel bar
Buzz di via IX giugno 9 a Monfalcone, un’esposizione di opere
liberamente ispirate ai grandi temi di libertà, pace, lotta a ogni forma
di sopraffazione che sono alla base della Resistenza. L’invito a
partecipare è esteso a tutti coloro che si riconoscono nei valori di
Resistenza, repubblica e Costituzione.
Durante la serata saranno messe a disposizione copie della Costituzione
italiana offerte dalla Provincia. Sarà messa in scena anche una lettura
di testi legati alle testimonianze dirette della Resistenza a cura del
gruppo Daidaloi, formato dai ragazzi appartenenti all’associazione
Periferia Nordest, guidati dall’attrice Luisa Vermiglio. Non solamente
arte, però, ma anche spunti per una riflessione su drammi e conseguenze
di quel periodo storico: interverranno l’onorevole Alessandro Maran, il
presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, il consigliere regionale
Roberto Antonaz, il vicesindaco di Monfalcone Silvia Altran e Marco
Reglia, responsabile nazionale di
Arcigay per la
memoria storica delle discriminazioni contro le persone omosessuali e
rappresentanti delle comunità rom e dei testimoni di Geova.
Il Comitato per il 25 aprile è nato alla fine del 2007 e ha raccolto
sinora l’adesione di circa cento sostenitori. Ha come scopo creare
eventi per salvaguardare e diffondere i valori della lotta antifascista.
Fonte: Messaggero Veneto GIOVEDÌ, 23 APRILE 2009 Pagina
11 - Gorizia
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Il Circolo Arcobaleno sarà
presente in due occasioni davanti alla cittadinanza per non dimenticare
il dramma dell'omocausto (persecuzione nazista degli omosessuali, i
cosiddetti" triangoli rosa" ).
MARTEDI' 27 GENNAIO ALLE
ORE 11.OO
parteciperemo alla
cerimonia solenne organizzata dal comune in Risiera ( vedi pieghevole
allegato anche per le altre iniziative sulla Memoria)
Dopo l'intervento delle
autorità deporremo una corona di fiori a forma di triangolo rosa alla
base dell'ex camino del forno crematorio ; successivamente renderemo
omaggio alla targa " contro tutte le discriminazioni", a ricordo della
persecuzione nazi fascista delle persone omosessuali, che il Circolo
Arcobaleno ha affisso in Risiera nel gennaio 2005.
Su invito
dell'associazione "Tenda per la pace e per i diritti" , che cura
quest'anno il "Treno della Memoria" per il FVG, il Circolo Arcobaleno
sarà inoltre presente all'Assemblea di partenza del medesimo che si
terrà
MARTEDI' 3 FEBBRAIO alla
Risiera di San Sabba dalle 13 alle 15 circa
Il Treno della memoria è
un progetto per i ragazzi delle scuole medie superiori nato qualche anno
fa in altre regioni italiane e che quest'anno ha organizzato ben 4
convogli. (
http://www.trenodellamemoria.net/)
Il treno, che toccherà la
Regione Friuli Venezia Giulia, partirà da Udine alla volta di Cracovia
ed Auschwitz Martedì 3 per rientrare Domenica 8 febbraio 2009.
All'assemblea di partenza
parteciperanno, oltre alle autorità, le associazioni di deportati (che
porteranno le loro testimonianze ai ragazzi ed ai presenti
accompagnandoli anche nelle visite ai luoghi di sterminio ) e le
associazioni interessate a mantenere vivo il ricordo di persecuzioni
troppo poco" dette" e coinvolte nella odierna battaglia per i diritti
umani.
Il Circolo Arcobaleno sarà
presente all'assemblea in Risiera ed accompagnerà con un suo
rappresentante il convoglio nel viaggio verso Auschwitz.
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Trieste, 2008: iniziative a ricordo delle
persecuzioni subite dalle persone omosessuali
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Il Circolo Arcobaleno sarà presente
all'Assemblea di partenza del " Treno della Memoria"
LUNEDI' 4 FEBBRAIO DALLE 18 ALLE 20
alla Risiera di San Sabba
Il Treno della memoria è un progetto nato
qualche anno fa in altre regioni italiane e che quest'anno prende vita
anche nella nostra regione.
Si tratta, molto sinteticamente, di un
viaggio per gli allievi delle scuole superiori(4°e 5° anno) della nostra
regione nei luoghi dello sterminio nazista, preceduto ed accompagnato da
assemblee ed altre iniziative volte a preparare i ragazzi a questo viaggio
nella memoria (i particolari nel
documento allegato).
Oltre alle autorità che daranno il saluto
ufficiale alla rappresentanza del FVG , ai deportati che porteranno le
loro testimonianze, alle associazioni che hanno promosso il
progetto,interverrà per noi il referente nazionale per la memoria storica
di Arcigay Marco Reglia, che brevemente accennerà all' Omocausto (la
persecuzione nazista degli omosessuali) |
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27 Gennaio: giornata della Memoria alla Risiera di San Sabba
Come ogni anno il Circolo
Arcobaleno vuole ricordare che anche le donne e gli uomini omosessuali (o
presunti tali) sono stati perseguitati dal nazifascismo. Una persecuzione
spesso dimenticata, spesso non detta.
Per ricordare e dire
,quindi, il Circolo sarà presente DOMENICA 27 GENNAIO alla Cerimonia
Solenne organizzata dal Comune di Trieste nella Risiera di San Sabba, per
deporre una corona di fiori a forma di triangolo rosa a ricordo
dell'emblema imposto dai nazisti ai deportati omosessuali nei campi di
concentramento. |
Trieste,
iniziative dedicate alla memoria delle discriminazioni degli omosessuali 2007
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Sabato
27 Gennaio 2007 - ore 17:30:
Libreria
Minerva, via San Nicolò, 20
Gianfranco
GORETTI, Tommaso GIARTOSIO
La città e l'isola
Omosessuali al confino nell'Italia
fascista
A
seguito di meticolose indagini, decine di catanesi, in gran parte
giovani o giovanissimi, vengono prima incarcerati, poi mandati al
confino alle Tremiti fino allo scoppio della guerra, in due casermoni
sull’isola di San Domino. Tornati a Catania, cercheranno di
dimenticare e far dimenticare ciò che hanno vissuto. Pochissimi di
loro, a distanza di decenni, hanno accettato di raccontarlo.
A partire da queste testimonianze e da fonti d’archivio, Goretti e
Giartosio ricostruiscono un mondo che sembrava scomparso nel nulla. Gli
appuntamenti sulla spiaggia di notte, le sale da ballo per soli uomini,
le complicità, le rivalità, i travestimenti, gli espedienti, la paura,
l’amore. E poi, dopo l’arresto, gli stratagemmi messi in atto dalle
famiglie, le situazioni paradossali della vita al confino, i tentativi
quasi sempre vani di rivendicare la propria innocenza e guadagnarsi la
libertà.
Il tutto nel contesto di un’Italia provinciale, tenera ma più spesso
spietata, in cui l’omosessuale è schernito di giorno e cercato di
notte da uomini che non si ritengono omosessuali. Un’Italia stregata
dal fascismo, che all’indomani delle leggi razziali è deciso a
reprimere qualsiasi minaccia all’«integrità della stirpe», e che
colpirà, con il tacito consenso dei più, centinaia di «invertiti».
Indagine antropologica, riflessione sull’identità, appello alla
memoria civile di un paese che facilmente dimentica, questo libro è
prima di tutto una storia. La storia di un gruppo di ragazzi del Sud,
vissuti in un’Italia diversa (ma non troppo) dalla nostra e puniti
perché erano innocenti.
Gianfranco Goretti ha svolto fin dal 1987 ricerche sul confino degli
omosessuali sotto il fascismo, approdate a una tesi di laurea in storia
moderna e a diverse pubblicazioni. Insegna nelle scuole superiori.
Tommaso Giartosio è narratore e saggista. Ha pubblicato Doppio
ritratto(Fazi, 1998, PremioBagutta Opera prima) e Perché non possiamo
non dirci. Letteratura, omosessualità, mondo(Feltrinelli, 2004). È uno
dei conduttori del programma di Rai Radio Tre «Fahrenheit». |
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Domenica 28
Gennaio 2007 - ore 21:00:
Teatro
Miela, Piazza Duca degli Abruzzi, 20
Micro
Teatro Terra Marique
I triangoli rosa
"I
semi di finocchio"
I triangoli rosa, sceneggiatura di uno dei racconti di Semi di
finocchio (Sul lungolago), rievoca la deportazione degli omosessuali
(contrassegnati, appunto, da un triangolo di stoffa rosa) nei campi di
concentramento nazisti. L’autore realizza, con I triangoli rosa, una
narrazione emotiva come fosse una partitura orchestrale, affidando alle
voci di tre giovani omosessuali belgi (Jérome Gauthier, Dirk Minne e
Jacob van Oost) il racconto della prigionia di un’intera comunità:
una vera e propria «discesa all’inferno» all’interno dell’animo
umano, nella quale la purezza dei sentimenti deve fare i conti con la
sopraffazione e la violenza, l’abiezione e la degradazione innescate
dal meccanismo del lager.
La «mise en espace», a firma del Micro Teatro Terra Marique, è
affidata alle voci maschili di Marcello Manuali, Claudio Massimo
Paternò e Alan Peppoloni. La voce di Giulia Zeetti e la chitarra di
Andrea Toccaceli introducono nella drammaturgia tre canzoni (Hymne à
l’amour, Lilli Marleen, Le plat pays) che sono altrettanti specchi
musicali di un’emozione.
«Il cielo sopra di noi era macchiato da filacci di nuvole viola, che
si ingrossavano a vista d’occhio. Una pioggerella sottile filtrava a
inumidirci, strappandoci di quando in quando piccoli brividi di freddo.
In centinaia, stretti uno accanto all’altro, calpestavamo la terra e i
pochi cespugli di ortica, simili a una mandria di ruminanti. Davanti a
noi si proiettava una delle alte cancellate in ferro, sormontata da una
croce uncinata. Mi strinsi ancora di più nella casacca a righe, su cui
si appuntava un triangolo di stoffa rosa...»
(Marcello Manuali, Sul lungolago, da Semi di finocchio, MTTMedizioni)
Gli interpreti:
Ermanno Imbergamo Marcello Manuali
Alan Peppoloni Giulia
Zeetti (cantante)Alessandro Cuscinà (chitarra)
Regia:
Claudio Massimo Paternò
Biglietto
unico: 3 euro |
Trieste, Giornata
della memoria 2006
Venerdì
20 Gennaio ore 18:00 presso la Libreria Minerva a Trieste in via San Nicolò 20:
presentazione della ricerca su omosessualità e fascismo di Lorenzo Benadusi.
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Il nemico
dell’uomo nuovo
L'omosessualità
nell'esperimento totalitario fascista
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In breve
La
pervasività del modello di virilità imposto dal fascismo, la portata del
suo disegno totalitario, i successi e i fallimenti del progetto di
rivoluzione antropologica degli italiani, gli strumenti per realizzarlo,
il rapporto tra morale tradizionale e nuova morale fascista, il grado di
ingerenza della politica nella sfera privata delle persone. |
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Il libro
L’ideologia
fascista affermava il primato assoluto dello stato totalitario e
corporativo, della nazione organizzata gerarchicamente in vista di una
politica di potenza e di conquista. In questa visione il mito
dell’“uomo nuovo” occupa un posto fondamentale: l’italiano
fascista non doveva avere nulla in comune con l’italiano del passato, il
quale era il prodotto di un lungo periodo di decadenza politica, militare
e morale. L’italiano imbelle, cioè borghese e liberale, o antifascista,
cioè traditore della patria, andava cancellato per lasciare il posto
all’italiano virile, capace di combattere per la nazione e lo stato
fascisti. Questo progetto di rivoluzione antropologica coinvolse il
partito, lo stato, la cultura e tutte le organizzazioni del regime. La
storia dell’omosessualità sotto il fascismo è importante proprio per
l’enfasi posta dal regime sulla virilità come caratteristica
dell’uomo nuovo. L’omosessuale infatti rappresenta il negativo del
modello fascista di virilità.
Attraverso lo studio di fonti eterogenee e spesso inedite, Lorenzo
Benadusi analizza le direttive impartite dal regime per salvaguardare
“l’integrità della stirpe”, delineando anche il contesto culturale
tramite il quale l’omosessualità assunse i connotati di una vera e
propria categoria repressiva, spesso usata per coprire un movente
politico. Proprio l’uso politico dell’accusa di pederastia è utile
per far luce sulla dialettica interna al Pnf e sui contrasti tra gerarchi,
istituzioni e poteri.
Il libro copre un vuoto storiografico. Grazie all’intreccio di materiale
a stampa e documentazione archivistica, discorsi ufficiali, lettere,
confessioni private, leggi, massime e circolari, Benadusi riesce a legare
la storia sociale con la storia delle idee; l’indagine sugli aspetti
istituzionali con la ricostruzione di vicende personali, stili di vita e
comportamenti; gli enunciati teorici con le applicazioni pratiche,
mantenendo però costante attenzione al legame tra sessualità e politica,
tra ideologia e mentalità diffusa. |
Sabato
21 Gennaio 2006, a Trieste, nel comprensorio della Risiera di San Sabba alle ore
11:00: inaugurazione della mostra "Omocausto, lo sterminio dimenticato degli omosessuali"
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La mostra, descrive con testi ed
immagini le persecuzioni subite dalle lesbiche e dai gay durante il
nazismo ed il fascismo. Offre inoltre una breve panoramica sulle
discriminazioni del dopoguerra, dai gulag sovietici ai tanti paesi che
ancor oggi prevedono pene detentive e capitali per gli omosessuali. Ai
pannelli in lingua italiana è associata la traduzione in lingua slovena
Nel quadro delle iniziative Arcigay per la Giornata della Memoria 2006 la
mostra “Omocausto”, viene allestita anche a Pesaro, Reggio Emilia,
Bologna, Piacenza, Milano, Trento e Ljubljana dove gode del Patrocinio
dalla Presidenza della Repubblica di Slovenia. Comunicato
sulle iniziative Arcigay memoria
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Venerdì
27 Gennaio 2006, pomeriggio - sera a Trieste presso la sala Ariston di viale
Romolo Gessi, 14: proiezione del film "Una giornata particolare" e del
documentario "Paragraph 175"
| Una giornata
particolare di Ettore Scola (1977) |
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"E’ il mio film del cuore, sussurra con un filo d’emozione Sophia Loren giunta a Roma per assistere alla proiezione di gala , e il preferito dei miei figli. Mi è rimasto dentro per sempre perché mi è stato offerto in un momento particolare. Ettore è uno dei più grandi registi italiani, mi ha dato l’opportunità di creare un personaggio diverso da quelli scritti per me da De Sica. Quando un’attrice incontra un regista può essere la sua fortuna o sfortuna: per me incontrarlo è stata una fortuna. Una giornata particolare è stato un film difficile per tutti. Mi sono trovata bene nel personaggio, ma ho passato notti insonni perché per me era una novità rappresentarlo." |
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SINOSSI
E' il 6 maggio 1938 e la Roma fascista è accorsa sulle strade per festeggiare
Hitler, venuto in visita a Mussolini. In un caseggiato popolare Antonietta, moglie, disfatta da sei maternità e dalla fatica, di una fanatica "camicia nera" e lei stessa fascista convinta - ha un album colmo di foto e"detti" del Duce - incontra, inseguendo un pappagallo fuggito dalla gabbia, un suo coinquilino, Gabriele, ex annunciatore radiofonico cacciato dal servizio con l'accusa di essere un "sovversivo", ma, in realtà, perché è un omosessuale. Sulle prime, messa in allarme dalle chiacchiere di una malevola portinaia, Antonietta diffida di lui, che si è autoinvitato a prendere un caffé in casa sua: lo schiaffeggia addirittura quando Gabriele le rivela la vera ragione per cui è stato cacciato
dall'EIAR. Poi, la comprensione ha il sopravvento; l'uomo e la donna si confidano reciprocamente le loro pene; hanno un breve incontro d'amore. La sera sarà tutto finito: Antonietta tornerà ad essere la schiava del marito, Gabriele verrà prelevato da due poliziotti e inviato al confino. |
| Paragraph 175 di
Rob Epstein (1999) |
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Negli
anni ’20, Berlino era conosciuta come il paradiso per tutti gli
omosessuali del mondo. Tutto cambiò con l’avvento del nazismo. Tra il
1933 e il 1945, più di 100000 tra uomini e donne vennero arrestati
seguendo il paragrafo 175, che condannava l’omosessualità come reato.
Ne sopravvissero solo 4000. In questo importante e toccante documentario,
cinque di questi sopravvissuti raccontano le loro storie per la prima
volta. Il film è stato presentato nel 2000 al Sundance Film Festival e
alla Berlinale, dove ha vinto il Teddy Bear come miglior documentario. La
voce narrante è di Rupert Everett |
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SINOSSI
Il
triangolo rosa è diventato un simbolo del movimento omosessuale ma, a
differenza della gioia e dell'orgoglio dell'arcobaleno, è il simbolo del
ricordo e del dolore della persecuzione nazista degli omosessuali. In
questo documento che prende il titolo dalla legge introdotta per stroncare
la vivace subcultura gaylesbica prosperata sotto la Repubblica di Weimar,
i registi di The Celluloid Closet-Lo schermo velato hanno raccolto le
testimonianze di cinque protagonisti di quel terribile periodo storico tra
il 1933 e il 1945. Narrato da Rupert Everett Paragraph 175 è stato
premiato come miglior documentario al Festival di Berlino 2000. |
Trieste, Risiera di San Sabba: 27
gennaio 2005
Trieste,Risiera di San Sabba: 27
gennaio 2003
| Trieste, 23 Gennaio 2003
Cari
amici,
vi
rubo qualche minuto per una breve sintesi di quanto finora emerso dalla
nostra iniziativa, ancora non terminata, sul recupero della memoria dei
“triangoli rosa”.
L’idea
ha avuto origine nel 2001, con il cambio del direttivo ed il cambio di
sede, ma le difficoltà iniziali ad ingranare e la novità della festa del
Giorno della Memoria, istituita con la Legge 211 del 20 luglio 2000, che
spostavano di fatto la data classica del 25 aprile al 27 Gennaio, ci hanno
portato a ritardare quello che fin da allora era per noi un importante
gesto simbolico; in una città che come i più di voi sanno, è
governata da una maggioranza con una presenza significativa di persone
nostalgiche del fascismo, che hanno spinto fin da subito alla rimozione di
una parte della storia e con la presenza altrettanto importante
dell’unico campo di concentramento in Italia con forno crematorio in
Italia, consideravamo fondamentale recuperare una parte di storia
dimenticata sia da chi governa oggi che da chi ha governato ieri la città
di Trieste.
Il
Programma ha esordito con la presentazione del libro di Valentina
Brunettin alla fine di Dicembre per continuare in Gennaio con la
presentazione del libro ricerca “Le ragioni del Silenzio” edito, a
cura del Circolo Pink di Verona, lo scorso anno. Non vi nascondo che
l’idea di affittare la sala alla stazione marittima era fonte di
preoccupazione data la sua capienza (150 posti, non facili da occupare
tutti) e la preoccupazione che le eventuali polemiche, analoghe a quelle
scaturite lo scorso anno, tra il Comune e le diverse Associazioni dei
deportati e perseguitati potessero annacquare
il nostro sforzo.
Non
è andata così, la sala era piena e qualcuno ha dovuto rimanere in piedi,
nonostante la contemporaneità di altre iniziative, come l’inaugurazione
dell’anno giudiziario; il pubblico era piuttosto variegato, professori
universitari, anche grazie alla collaborazione
dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di
liberazione nel Friuli Venezia Giulia che ha proposto la professoressa
Tullia Cattalan come presentatrice del libro, un numero cospicuo di
soci ed amici del Circolo, molte le persone della “sinistra”, anche un
significativo numero di giovani.
Il
nostro sforzo nel pubblicizzare le iniziative ha trovato eco in diverso
organi di informazione a partire dal quotidiano locale “Il Piccolo”
che ha dato ampio risalto con due articoli importanti; sul quotidiano
sloveno “Primorski Dnevnik” non abbiamo alcuna notizia, ma
purtroppo nessuno di noi è in grado di leggerlo: ci farebbe molto piacere
che qualcuno dei nostri attuali o futuri soci se ne facesse carico. Siamo
stati contattati anche da Radio Punto Zero e da Radio Attività.
Grande risalto è stato dato da
TeleQuattro il giorno prima dell’incontro alla Stazione
Marittima; Luxa TV ha invece coperto il giorno dopo, con un
servizio sulla nostra presenza in Risiera che probabilmente andrà in onda
il prossimo Martedì. C’era anche Canale 5 che riserverà una
spazio alla nostra iniziativa nel corso della trasmissione Terra in onda
la prossima Domenica verso le 22:45. Su Gay TV ci sarà una diretta
dalle 19 alle 19:30 di domani, Venerdì 24 Gennaio.
Si
rimane perplessi di una grande assenza: la RAI del Friuli Venezia
Giulia non si è neanche accorta delle nostre iniziative, tanto che la
presentazione del libro e la nostra presenza in Risiera non è apparsa
nemmeno tra gli appuntamenti del “Gazzettino radiofonico della
mattina”, dove bene o male si sente di tutto. La tecnica ricorda quella
riscontrata da Gianfranco Goretti nel suo intervento di Venerdì sera alla
Marittima a proposito della politica italiana dal 1922 in poi nei
confronti del cosiddetto “vizio d’oltralpe”. Speriamo sia seriamente
una svista, ma anche se tale, essa ci induce a ritenere questa iniziativa,
come le altre degli scorsi anni, appena l’inizio di un percorso ancora
lungo e faticoso.
Anche
per questo motivo vi chiediamo di pensare alla possibilità di allargare
l’esiguo gruppetto di persone che in questi ultimi due anni sta, con
soddisfazione ma con fatica crescente, portando avanti la bandiera della
dignità del diverso orientamento sessuale.
Un
saluto
Vi
aspetto … anche in Risiera Lunedì prossimo
Il
Presidente del Circolo
Marco Reglia |
Programma
Giovedì
19 Dicembre 2002
ore
18.00 Libreria Goliardica 2, via SS. Martiri, 18
presentazione
del libro
Fuoco
su Babilonia
(di
Valentina Brunettin – Marsilio Venezia 2002)
Venerdì
17 gennaio 2003
ore
18.00 sala Vulcania - Stazione Marittima,Molo Bersaglieri
La
prof.ssa Tullia Cattalan presenta il libro
Le
ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il
nazismo e il fascismo
(a
cura del
Circolo Pink di Verona)
Intervento
dell’Euro parlamentare
prof.
Gianni Vattimo
Sabato
18 gennaio 2003
ore
10.30 Civico Museo della Risiera di San Sabba
Monumento
Nazionale
Ricordo
delle vittime omosessuali perseguitate da
tutti i regimi
Lunedì
27 gennaio 2003
Mattinata
al Civico Museo della Risiera di San Sabba
Monumento
Nazionale
Partecipazione
di Arci Gay Arci Lesbica di Trieste alla cerimonia in Risiera
per il Giorno della Memoria

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Iniziative sulla memoria
storica delle persecuzioni contro le persone omosessuali
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Udine
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Lunedì 30 gennaio alle 21 al circolo Arci Mis(s)kappa
in via Bertaldia 38/a Udine
"I WILL SURVIVE". TRIANGOLI ROSA,
PER NON DIMENTICARE L’OMOCAUSTO
Per la Giornata della Memoria, Arcigay e Arcilesbica
Udine presentano una performance teatrale sui gay e le lesbiche
deportati
nei campi di concentramento nazisti
Per l’occasione sarà allestita anche la mostra
fotografico-documentaria "Omocausto. Lo sterminio dimenticato
degli omosessuali"
Il 27 gennaio di ogni anno si celebra la Giornata
della Memoria. Una giornata che dal 2000 il mondo intero dedica al
ricordo dell’anniversario della liberazione del campo di sterminio
di Auschwitz, per commemorare tutte le vittime della persecuzione
fascista e nazista come ebrei, rom, omosessuali, disabili, malati di
mente e testimoni di Geova.
Anche Arcigay e Arcilesbica Udine, insieme con
il circolo Arci Mis(s)kappa, vogliono ricordare i circa 100 mila
omosessuali che, tra il 1933 e il 1945, vennero perseguitati per il
loro orientamento sessuale. Di questi, 60 mila pagarono con la
prigione il fatto di essere gay, e altri 10 mila, marchiati con un
triangolo rosa, vennero deportati nei campi di concentramento dove
circa l’80% morì nelle camere a gas o a causa di stenti e malattie.
Con l’obbligo morale di non dimenticare questa
tragedia e per ricordare anche tutte le altre vittime della
persecuzione nazista e fascista durante la Seconda guerra mondiale, lunedì
30 gennaio 2012 alle 21 al circolo Arci Mis(s)kappa, via
Bertaldia 38/a a Udine andrà in scena "I Will Survive",
performance teatrale sul tema dell’omocausto.
"Sul palco", diretti da Serena di Blasio con
la collaborazione di Ornella Luppi, saliranno i ragazzi e le ragazze
che hanno seguito il primo laboratorio teatrale lgbt organizzato da
Arcigay e Arcilesbica Udine. A loro il compito di dare voce a Max,
Rudy, Horst, agli spietati ufficiali delle SS nei campi di
concentramento, a Lilly e Felice, alle storie di donne e uomini
perseguitati per il loro orientamento sessuale. Storie d’amore,
odio, paura e amicizia, ma anche di speranza. Una speranza che si
legge nel titolo scelto per la performance, "I Will Survive",
e che vuole riproporre con forza il costante impegno nel tener vivo il
dovere della Memoria.
Per l’occasione, sempre al Mis(s)kappa, sarà anche ri-allestita
la mostra fotografico-documentaria "Omocausto. Lo sterminio
dimenticato degli omosessuali", presentata per la prima volta
da Arcigay Udine nel 2005 e che è stata già esposta in moltissime
città d’Italia oltre che all’estero come a Lubiana (Slovenia) o a
Bogotà (Colombia). Un’ulteriore occasione per vederla per chi non
ha avuto fino ad ora la possibilità di farlo.
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Udine, Memoria 2010
In occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio),
Arcigay Nuovi Passi e Arcilesbica Udine vogliono riproporre, in forma
di video, lo spettacolo dell'atelier di lettura del circolo presentato
nel 2005 e che molti di voi non hanno potuto vedere dal vivo perché
la sala era piena.
Per questo, lunedì 01 febbraio 2010, alle 21.30,
durante la tradizionale serata gay & friends del Mis(s)kappa
verrà proiettato il video dello spettacolo: musica, immagini e
letture tratte da diversi testi che affrontano il tema della
deportazione di omosessuali e di lesbiche nei campi di sterminio
durante il regime nazista.
Vi aspettiamo, dunque, alla proiezione di:
TRIANGOLI ROSA,
PER NON DIMENTICARE L'OMOCAUSTO
(il video)
lunedì 01 febbraio ore 21.30
@circolo arci Mis(s)kappa
via Bertaldia, 38-Udine
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Udine, Memoria 2008
GIORNATA DELLA
MEMORIA 2008:
“OMOCAUSTO, LO
STERMINIO DIMENTICATO DEGLI OMOSESSUALI”
ARCIGAY NUOVI PASSI E
ARCILESBICA UDINE,
IN COLLABORAZIONE CON
IL CIRCOLO ARCI MIS(S)KAPPA
RICORDANO LE VITTIME
OMOSESSUALI DEL NAZISMO RIPROPONENDO
LA MOSTRA FOTOGRAFICA E LA PROIEZIONE
DEL FILM AIMÉE & JAGUAR
Conservare la memoria delle vittime omosessuali dimenticate dal nazismo.
Questo lo scopo che si prefigge " Omocausto, lo sterminio dimenticato
degli omosessuali ", la mostra fotografico-documentaria allestita
dal Comitato Provinciale Arcigay “Nuovi Passi” e Arcilesbica Udine, in
collaborazione con il Circolo Arci Mis(s)kappa in occasione del 27
gennaio, Giornata della Memoria L’allestimento, visitabile fino al 27
gennaio negli spazi del Circolo Mis(s)kappa (via Bertaldia, 38 a Udine)
ripercorre, attraverso immagini e documenti storici, lo sterminio
attuato dal regime nazista nei confronti degli omosessuali e delle
lesbiche.
Presentata per la prima volta a Udine nel 2005, la mostra, grazie ad
Arcigay Memoria, è stata negli anni esposta in decine di capoluoghi e
città italiane e, tradotta nelle rispettive lingue, anche in Slovenia e
in Colombia.
Nella serata del 27 (alle ore 20.00), inoltre, dopo un breve intervento
di presentazione da parte dei presidenti di Arcigay Nuovi Passi e di
Arcilesbica Udine, verrà proiettato il film Aimée & Jaguar, un’intensa
storia d’amore tra due donne durante le persecuzioni naziste in
Germania. L'ingresso è libero, ma riservato a soci Arci, Arcigay,
Arcilesbica.
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Scheda del film:
Aimée & Jaguar
di Max Färberböck
Berlino, 1942. Lilly Wust è una casalinga tedesca un po' conformista di
ventinove anni che, come milioni di madri del Reich con marito al fronte,
è rimasta sola a crescere i quattro figli tra le ansie della guerra.
Nell'allucinata finzione di normalità che i berlinesi si sforzano di
recitare, lacerati tra le lugubri promesse del nazismo e l'agghiacciante
realtà delle bombe, Lilly conosce Felice, una ragazza di ventun anni
famelica di mondo e di emozioni, che le porta in casa un turbine di vita e
di strani, affascinanti amici. Tra le due donne nasce subito un affetto
istintivo, viscerale, destinato a sfociare nella passione. "Aimée" e "Jaguar"
si amano, si scambiano lettere e poesie, fanno piani per il futuro,
stipulano perfino un simbolico contratto di matrimonio. Ma Felice nasconde
un segreto così tremendo che non osa confessarlo neppure all'amata: Felice
è ebrea.
Il film e' tratto dal libro di Erica Fischer, che ha raccolto a distanza
di cinquant'anni l'incredibile testimonianza di Lilly Wust, raccontando la
storia vera, tenera e terribile, di un amore doppiamente proibito in
un'epoca e in un luogo in cui gli uomini sembravano capaci solo di odio e
di pavida intolleranza.
In realtà non sarebbe giusto dire che il film è tratto dal libro; è vero,
il film è nato dopo, ma sono entrambi tratti da una storia vera, la cui
protagonista ha seguito con partecipazione entrambe le realizzazioni.
Forse proprio perché documentazione fedele alla realtà, questa storia
andrebbe conosciuta sia attraverso il libro che il film. Se nel libro,
infatti, troviamo la descrizione particolareggiata di tutti i fatti
accaduti, le trascrizioni delle lettere, leggiamo le parole della stessa
Lilly che commenta i fatti ora da un punto di vista lontano (56 anni dopo
il primo incontro con Felice) ma ancora sentimentalmente vivo, nel film ci
rendiamo partecipi (spettatori davanti allo schermo come davanti alla
vita) della storia stessa. Nel film c’è azione, c’è sentimento presente –
non ricordato, c’è anche autenticità nella più che ammirevole
interpretazione delle due attrici. Ci sono scene indimenticabili, come
quella della “festa solo donne” e la scena della prima volta di Lilly (una
delle più toccanti scene d’amore ch’io abbia mai visto).
Grazie a questa dinamicità che ci coinvolge, è ancora più forte ed
evidente la rottura, ci rendiamo conto – ancora una volta sebbene non sia
mai abbastanza – della vacuità dell’odio razziale, della brutalità con cui
le persone venivano portate via, strappate dalle loro vite ingiustamente.
Questa volta da un punto di vista diverso; una persona doppiamente
ripudiata, perché ebrea e perché lesbica, proprio nel momento in cui aveva
lei stessa insegnato che l’amore può tutto, e va al di là di ogni
differenza, sia di sesso che di razza. |
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Arcigay "Nuovi Passi" Comitato provinciale di Udine
Arcilesbica Udine
Via
Tiberio Deciani, 89/135 - Udine
segr tel
0432/ 52 38 38
udine@arcigay.it
www.gayfriuli.it
udine@arcilesbica.it
www.arcilesbicaudine.com |
Iniziative 2007 sulla memoria omosessuale in Friuli

Memoria "Nuovi Passi" 2006
Grazie all’associazione culturale “Porto dei Benandanti”, che
quest’anno dedica le iniziative per la Giornata della Memoria alla
persecuzione di gay e lesbiche, la mostra “Omocausto. Lo sterminio dimenticato
degli omosessuali” sarà esposta a Portogruaro (Ve) presso la Sala delle
Colonne nel Palazzo Municipale. L’inaugurazione, prevista per il 27/01 alle
ore 19.30 sarà presentata dal Vicepresidente di Arcigay Udine, Allan-Francesco
Cudicio (info: 338 5683583)
Udine, 2005

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